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Paragrafo 3 . La prima crociata in Terrasanta.


     
Un   altro  fronte  dell'espansione  militare  e  religiosa  europea,
senz'altro il pi noto e significativo, fu quello rivolto  ai  luoghi
della nascita e della morte di Ges, cio la Palestina e Gerusalemme.

[Cartina non riportata: I domini cristiani in Medio Oriente  dopo  la
quarta crociata (1204)].

     In  Medio  Oriente si era verificato, poco dopo la met  dell'XI
secolo,  un  avvenimento  di grande importanza,  che  aveva  rotto  i
fragili equilibri instauratisi fra i bizantini e gli arabi: l'avvento
dei turchi Selgiuchidi alla guida del califfato di Baghdad.
     Popolo   nomade  di  origine  mongola,  stanziato  nelle  steppe
dell'Asia  centrale e convertitosi all'islamismo,  quello  turco  era
stato  un  serbatoio  di soldati mercenari per il  califfo  arabo  di
Baghdad,  finch  una  loro  dinastia, quella  dei  Selgiuchidi,  era
diventata  cos influente da soppiantare nel 1055 il potere  politico
del  califfo,  lasciandogli soltanto il primato religioso.  Sotto  la
vigorosa   spinta  dei  turchi  e  del  loro  "sultano"  (parola   di
derivazione  araba  che  presso  i  turchi  cominci  a  designare  i
sovrani), era ripresa l'offensiva contro l'impero
     
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     bizantino,  al quale era stata strappata una parte molto  estesa
dell'Asia Minore, in futuro destinata ad assumere il nome di Turchia.
I   nuovi  dominatori,  pi  rozzi  ed  aggressivi  degli  arabi,  si
mostrarono  pi  intolleranti nei confronti dei pellegrini  cristiani
che in gran numero si recavano in Terrasanta.
     Sotto la pressione turca, l'impero bizantino era sprofondato  in
una  grave  crisi militare, politica ed economica e  non  riusciva  a
risollevarsi, n ad avviare progetti di riscossa.
     Verso  la  fine  del  secolo undicesimo il suo  dominio  si  era
notevolmente  ridotto, comprendendo ormai soltanto la Grecia  ed  una
ristretta  parte dell'Asia Minore; l'efficace sistema di reclutamento
militare dei soldati-contadini, che cos buoni frutti aveva dato  nei
secoli  passati, era decaduto per l'inarrestabile trasformazione  dei
coltivatori   indipendenti  in  coloni  al  servizio   della   grande
propriet:  la pratica del servizio militare era tornata in  mano  ai
mercenari, inaffidabili ed inefficienti.
     Tale  decadenza era aggravata dall'isolamento in cui si  trovava
la  corte di Costantinopoli dopo lo scisma religioso dalla Chiesa  di
Roma (1054). Questo fu il risultato di un contrasto secolare, causato
dalle  contrapposte ambizioni di primato del vescovo di  Roma  e  del
patriarca  di  Costantinopoli, da ripetute controversie su  questioni
dogmatiche e liturgiche e da scontri per la giurisdizione sui Balcani
e  su  alcune diocesi dell'Italia meridionale cadute sotto il dominio
dei  normanni.  Ebbe  cos origine la definitiva  separazione  fra  i
cristiani   d'Occidente,   i  "cattolici"  (dal   greco   katholiks,
universale),  e  i  bizantini,  gli "ortodossi"  (dal  greco  orths,
esatto, e dxa, opinione: cio detentori della vera fede). Per questo
gli  appelli  d'aiuto rivolti dall'imperatore bizantino ai  cristiani
d'Europa restarono sulle prime inascoltati.
     Finalmente, durante il concilio di Clermont-Ferrand (1095), essi
furono raccolti da papa Urbano secondo, che invitava i cristiani alla
lotta contro i turchi.
     Ma quelle che il papa addusse come reali motivazioni della prima
crociata  -  le  violenze  inflitte dai turchi  ai  pellegrini  e  le
invocazioni  bizantine di aiuto - non erano che pretesti.  In  realt
Urbano  secondo,  che  proseguiva la  politica  di  Gregorio  settimo
impegnandosi con energia nella riforma della Chiesa e nella lotta per
le  investiture contro l'imperatore e l'antipapa da questi insediato,
cercava soltanto di imporre ai feudatari la riforma religiosa  ed  il
primato  della  Chiesa  e  di indirizzare la loro  potenziale  carica
aggressiva  verso obiettivi di fede e di riscatto religioso,  facendo
balenare  anche  la  legittima  possibilit  di  guadagnare  terre  e
ricchezze fuori dalla sovrappopolata Europa. Il momento era propizio:
l'appello al pellegrinaggio armato colp nel segno e fu accolto  come
una  vera  dichiarazione di guerra all'infedele,  e  un'occasione  di
avventura e di arricchimento.
     Infiammati  dalle prediche di monaci in odore di  santit,  come
Pietro  d'Amiens, detto l'Eremita, decine di migliaia di  persone  di
ogni  condizione, compresi donne e bambini, formarono nel 1096  varie
spedizioni  male  organizzate, note come "crociate  popolari",  e  si
avviarono, percorrendo l'Europa orientale, verso la Terrasanta. Lungo
il  loro cammino essi saccheggiarono citt e infierirono con violenza
contro  le  comunit  degli  ebrei, considerati  alla  stregua  degli
infedeli.  Combattuti dagli stessi bizantini, quei primi  disordinati
crociati,  giunti  vicino  alla  meta gi  decimati,  percorsi  pochi
chilometri in territorio musulmano, furono sterminati dai turchi.
     
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     Di  ben  altro spessore si rivel la prima vera crociata  (1096-
1099)   organizzata   dalla  nobilt  feudale;  ad   essa   aderirono
prestigiosi  signori francesi e normanni, come Goffredo di  Buglione,
duca  della  Bassa Lorena, Roberto, duca di Normandia, e Boemondo  di
Taranto, insieme a migliaia di cavalieri. Essi poterono fregiarsi dei
simboli  e  della  benedizione papali, e dell'assistenza  dell'impero
bizantino. Il loro impeto guerresco, sostenuto da un certo  fanatismo
religioso e dalla sete di gloria e di ricchezza, sorprese e sconfisse
ripetutamente  gli eserciti del mondo islamico, che  anche  in  Medio
Oriente  si  trovava  ad essere frazionato in diversi  regni.  Il  15
luglio  del 1099 i crociati entrarono in Gerusalemme, infierendo  sui
vinti con una inaudita efferatezza.
